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Contributi a fondo perduto: decreto sostegni e provvedimento agenzia entrate

Per Cna ancora troppe le aziende escluse, l’intervento dell’Associazione ha già consentito a molte più imprese di usufruirne

Contributi a fondo perduto: decreto sostegni e provvedimento agenzia entrate

Cna pur valutando in modo positivo, come richiesto fin dallo scorso anno, l’abbandono del riferimento ai codici Ateco e al fatturato di unico mese dell’anno (vedi precedente contributo decreto “Rilancio”), ritiene che siano ancora troppe le imprese escluse dai contributi a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni. A giudizio della Confederazione, aver mantenuto una soglia per poter accedere ai benefici rappresenta una ingiusta discriminazione nei confronti di migliaia di attività economiche che pur lo scorso anno avendo subito pesanti cadute del fatturato al di sotto del 30% non percepiranno alcun ristoro. Tuttavia, la richiesta di Cna è stata parzialmente accolta e si è ottenuto l’abbassamento della soglia dal 33%, come era previsto inizialmente, al 30%, fatto che ha ampliato la platea dei beneficiari di 13 punti al 38% delle imprese con perdita di ricavi (secondo la stima dell’Agenzia delle Entrate sono circa 3 milioni i potenziali beneficiari degli 11,5 miliardi stanziati dal governo per il contributo) Cna pertanto rinnova l’invito al Governo e al Parlamento di introdurre un meccanismo di decalage che preveda la progressiva riduzione del contributo in relazione all’andamento del fatturato. La Confederazione ritiene che il decreto Sostegni non potrà comunque alleviare le enormi difficoltà in cui versano le imprese, schiacciate dalla crisi provocata dalla pandemia

LE REGOLE PER ACCEDERE AL CONTRIBUTO

L’articolo 1 del decreto legge 22 marzo 2021, n. 41 (Decreto Sostegni) e i provvedimenti del 23 marzo e del 29 marzo 2021 dell’Agenzia delle Entrate definiscono i requisiti per accedere al contributo e la misura dello stesso nonché il contenuto informativo, le modalità e i termini di presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto previsto a favore dei titolari di partita iva attiva alla data del 23 marzo 2021, che svolgono attività di impresa o arte e professione o producono reddito agrario e con ricavi e compensi 2019 non superiori a 10 milioni di euro.

LE ISTANZE: AL VIA IL 30 MARZO

Le istanze potranno essere inviate dal 30 marzo 2021 e non oltre il 28 maggio 2021 attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle entrate ovvero mediante il servizio web disponibile nell’area riservata “Fatture e corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle Entrate, anche attraverso gli intermediari, come Cna Bologna, abilitati alla trasmissione telematica.

IL REQUISITO: FATTURATO – 30 %

Il contributo spetta se l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 è inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019. Per coloro che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 il contributo spetta anche in assenza del sopra descritto calo del fatturato. Per tali soggetti, ai fini del calcolo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi, rileveranno i mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA.

IL CONTRIBUTO: DAL 20 % AL 60 %

Il contributo è calcolato in misura pari all’importo ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 come segue: Per imprese e professionisti che hanno fatturati nell’anno 2019:
- entro i 100 mila euro 60%
- tra 100 mila e 400 mila euro 50%
- tra 400 mila euro e 1 milione di euro 40%
- tra 1 milione e 5 milioni di euro 30% - tra 5 e 10 milioni di euro 20%
Sono previsti importi minimi pari a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le società (anche per chi ha aperto la partita IVA dal 1° gennaio 2020). Tale contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e dell’Irap.

L’UTILIZZO: ACCREDITO o F24

La novità assoluta consiste nella possibilità di scelta tra il pagamento del contributo oppure la sua trasformazione in credito d’imposta da utilizzare in compensazione nel Mod. F24.

L’ESEMPIO

FATTURATO 2019: 370.000 € (MEDIO MENSILE 30.833 €) e % CALCOLO CONTRIBUTO = 50 %
FATTURATO 2020 203.500 € (MEDIO MENSILE 16.958 €)
PERDITA MEDIA MENSILE 20-19 13.875 € (- 45 %)
OK REQUISITO CALO FATTURATO
CONTRIBUTO FONDO PERDUTO = 13.875 X 50 % = 6.938 €

Contatta i Consulenti Fiscali Cna rivolgendoti agli Uffici Cna>>>oppure scrivi a marketing@bo.cna.it e verrai contattato per tutte le informazioni necessarie


Nel webinar Cna, tutte le informazioni sul decreto sostegni

Lo scorso 20 aprile Cna ha organizzato un webinar in cui sono state illustrate tutte le novità previste dal decreto sostegni.

In sintesi ecco il materiale presentato.

Maria Terera Di Bella, Responsabile Service Fiscale Cna Bologna, ha presentato il Decreto sostegni: il contributo a fondo perduto

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Isabella Parrilla, Service Lavoro Cna Bologna, ha presentato il decreto sostegni: integrazione salariale, blocco licenziamenti, indennità lavoratori, lavoratori fragili, contratti a termine

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Massimo Mezzetti, Responsabile Contenzioso e Tributario Cna Bologna, ha presentato il decreto Sostegni: stralcio cartelle esattoriali, proroghe e sospensioni, sanatoria avvisi bonari

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Al webinar sono intervenuti anche Marco Capozi, Responsabile Dip. Relazioni Istituzionali Cna Nazionale e Claudio Carpentieri, Responsabile Dip. Politiche Fiscali Cna Nazionale.

Capozi ha spiegato come l’intervento di Cna col Governo abbia aumentato il numero di imprese che possono usufruire dei contributi a fondo perduto, esonerato autonomi e professionisti dal pagamento di contributi previdenziali, ridotti i costi sulla bolletta elettrica, prorogato gli ammortizzatori sociali e rifinanziato la Fsba. Ora grande impegno ci sarà per il prolungamento delle moratorie sui crediti e del superbonus 110%.

Carpentieri ha aggiunto come Cna punti a modificare i criteri per l’ottenimento dei contributi a fondo perduto: non solo in base al calo del fatturato, ma anche in base al calo del reddito e in base ai costi fissi che l’azienda deve sostenere. Un’azienda potrà scegliere tra questi tre criteri quello su cui vuole basare la richiesta di contributi.